La "Karica" che batte droga e Aids

Sabato, 19 Marzo 2005

Il leader dei Ragazzi della Panchina ha raccontato come recuperare orgoglio e dignità. I complimenti del vescovo

La "Karica" che batte droga e Aids

Folla e autorità nell'ex Convento di San Francesco per la "prima" del libro-verità di Gigi Dal Bon

Non sempre si muore, stretti nel ferale mix droga - Aids. A volte scatta qualcosa che spezza la spirale, rompe il fatalismo, recupera l'orgoglio e la dignità, fa diventare ambasciatori di un progetto. Ex Convento di San Francesco affollatissimo, l'altra sera, per la prima del libro "Karica vitale", di Gigi Dal Bon, edito dalla Biblioteca dell'Immagine di Pordenone. È il racconto della vita (non certo facile) del leader del gruppo dei Ragazzi della Panchina, innovativa esperienza di prevenzione e cura della tossicodipendenza avviata 10 anni fa dall'Ass 6. La presentazione del volume ha fornito diverse occasioni di riflessione e bilancio dell'esperienza, durante una serata speciale, rivelatasi momento d'incontro, dialogo e confronto tra giovani, genitori, operatori e istituzioni, su temi come la droga e l'Aids, per i quali spesso non si sanno trovare le parole adeguate, con il risultato che vengono confinati nel silenzio.

Il libro di Gigi Dal Bon si rivela punto di arrivo di un percorso di sofferenza, più di qualsiasi convegno o lezione. Contiene messaggi di speranza e incoraggiamento; mostra la capacità di elaborare un'esperienza difficile e di trarne elementi positivi. Racconta come ricostruire relazioni e sapersi integrare con la società accettandone le regole. Insegna che c'è un'altra strada rispetto alla devianza. I Ragazzi della Panchina ne sono una testimonianza tangibile. E la serata, condotta proprio su una replica scenografica della panca di via Montereale dal giornalista del Gazzettino Pier Paolo Simonato, ha fornito l'occasione (attraverso il libro) di condividerla con la comunità.

Condividere: non a caso è stato utilizzato spesso questo termine. Non a caso erano presenti le istituzioni sociali, politiche e religiose, nonché il mondo della scuola, da tempo interlocutore privilegiato dei "Ragazzi". Sono stati proprio Roberta, Sara e Marco, tre liceali del Leopardi - Majorana, con il contrappunto musicale della fisarmonica di Miranda Cortes, a leggere alcune tra le più belle pagine del libro di Dal Bon. Toccante e denso di significati l'intervento del vescovo Ovidio Poletto su scelte e libertà; affettuoso quello del sindaco Sergio Bolzonello (coetaneo dell'autore, con il quale condivide la passione per il calcio). D'incoraggiamento e stimolo a proseguire lungo la strada intrapresa i contributi dell'assessore regionale alla salute Ezio Beltrame e del collega Roberto Antonaz. Fabrizio Oleari, direttore dell'Ass 6, si è soffermato poi sul valore di un'iniziativa che coniuga l'aspetto sanitario e sociale, sulla capacità di una comunità di averla pian piano accolta, introiettata e condivisa, "contribuendo ad abbattere lo stigma".

Avviato nel momento in cui la città fu scossa da alcune morti drammatiche causate dalla droga, il progetto della panchina (ne è responsabile Alessandro Zamai) ha coinvolto dal 1995 oltre 200 persone. È unico nel suo genere. La scelta del gruppo si differenzia dall'approccio individuale perché non prevede la fuoriuscita dal contesto d'origine, né la creazione artificiosa di un nuovo gruppo aggregato intorno all'obiettivo della fine della tossicodipendenza. Si è riconosciuto al gruppo di essere competente in materia di devianza e ciò ha permesso ai ragazzi un percorso terapeutico, studiato dall'Università di Padova. Toccante il dialogo tra lo scrittore Pino Roveredo e il neoautore Gigi Dal Bon, le cui parole, pronunciate con un filo di voce ma incisive, capaci di trafiggere coscienze ed emozioni con la forza della sofferenza e della volontà, sono state spesso accolte con applausi dal pubblico e vere e proprie ovazioni daiRagazzi.

r.p.


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