STOOGES
Stooges

STOOGES "The Stooges" (Elektra, 1969)

In tempi non sospetti quando la parola "punk" non aveva ancora il significato che noi tutti oggi conosciamo l'America di fine anni 60 non era solo "flower power", pantaloni a zampa e Woodstock. Nelle città più industrializzate prende forma una musica grezza, sporca e stradaiola, che parla di alienazione, transessuali e pusher.

Padrini di questa urgenza assieme ai pluririconosciuti (postumi) Velvet Underground e altri gruppi meno ricordati ci sono sicuramente gli Stooges da Detroit. Alla voce un certo Iggy (Pop) che biascica testi da max 20 parole a pezzo (una su tre è "baby") con una cadenza che farà storia e nei live si rotola su pezzi di vetro. Assieme a lui i due fratelli Asheton: Ron alla chitarra (ascoltatela e poi passatevi della carta vetrata dove volete, non c'è molta differenza) e Scott alla batteria e il bassista Dave Alexander (morto nel 1975).

L'album esce per l'Elektra Records (stessa etichetta di Doors e MC5) nel 1969, prodotto da John Cale e naturalmente vende poco più di niente. La playlist:
1.1969 (pugno allo stomaco),
2.I wanna be your dog (basta il titolo, tra i migliori intro di chitarra mai registrati),
3.We will fall (lento allucinato)
4.No fun (il classico giro r'n'r sta mutando),
5.Real cool time (pugno allo stomaco n_2),
6.Ann (lenti e malati),
7.Not right (pugno allo stomaco n_3),
8.Little doll (esistono anche gli assoli dissonanti).

HANNO DETTO:

Scott Asheton:
Iggy si era rasato le sopracciglia. Avevamo un amico di nome Jim Pop che aveva avuto un esaurimento nervoso e gli erano caduti tutti i capelli, sopracciglia comprese. Così quando Iggy si rasò le sopracciglia, cominciammo a chiamarlo Pop. Faceva veramente caldo quella sera alla Ballroom, e Iggy cominciò a sudare e fu allora che capì a che cosa servono le sopracciglia. Alla fine del set aveva gli occhi completamente gonfi per tutto il trucco e il sudore che gli erano colati sugli occhi.

Leee Childers:
lo show (...) fu uno dei più grandi spettacoli di rock'n'roll che abbia mai visto in vita mia. Molto potente, molto pericoloso ... voglio dire, prima c'erano stati i Beatles (...) che cantavano canzoni d'amore, ed ecco che all'improvviso arriva Iggy con addosso un collare che canta "I Wanna Be Your Dog".

Dee Dee Ramone:
(...) la band uscì e Iggy sembrava veramente sconvolto. Era tutto dipinto di argento e indossava solamente un paio di mutande. Aveva vernice argentata sbavata dappertutto, perfino tra i capelli. (...) qualcuno lo aveva cosparso anche di brillantini. Continuarono a suonare sempre la stessa canzone all'infinito. Aveva solo tre accordi e il testo diceva solamente "I want your name, I want your number". Poi Iggy guardò tutti e disse: "voialtri mi fate star male!". E vomitò.


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